La Storia

Gli ultimi 10 anni di emozionanti Tornei vissuti in prima persona, per regalare un punto di vista inedito a tutti i lettori.

 

 2005 – Il Trionfo

Nel 2005 Sim Droett era certamente una formazione di notevole tasso tecnico.

La compagine guidata dall’allora capitano Corrado Capucchio poteva contare, nella miglior condizione fisica, su giocatori in organico come Diego Casale (vincitore, tra l’altro, del premio di Miglior Marcatore), Paolo TiboneFabrizio Bignone e un certo Stefano Fioccardi, l’unico per cui sembra che gli anni non siano passati.

A completare la rosa Beppe Rubiola (poi trasferitosi in Borgata Paschero) che, grazie al primo successo tra le fila del Droetto, è il giocatore più titolato del Torneo (5 titoli).

Nella finale contro il Poma i ragazzi di Capucchio, distrussero l’avversario con rete inaugurale di Bignone, doppietta di Casale e gol magistrale di Capucchio per il definitivo 4-0.

La prima stella.

 

  2006-2009 – Gli anni bui

Dal 2006 al 2009 il Droetto perde la sua identità.

Sazia probabilmente del primo titolo e orfana di Fioccardi, a cui viene vietato di partecipare al Torneo, la squadra viene organizzata e gestita con poco profitto prima da Corrado Capucchio, che poi passa il testimone a Paolo Tibone, ma entrambi non riescono a trovare i giusti incentivi e un progetto tecnico consistente per far ritornare la compagine ai livelli attesi.

Si cerca di arruolare forze giovani e tra quelli passati ai ferri si salvano due ragazzini, al tempo, che oggi sono diventati membri fissi sia in campo che fuori: Igor Busini e Alex Vota.

A chiudere le fila è Salvatore Lombardo, ex-residente, ma che pur di giocare in Sim Droett si cimenta nel ruolo di portiere. Il problema, come in tante occasioni nei tornei amatoriali, è quello di trovare gente seria che metta l’impegno e garantisca la presenza ed è proprio questo a mancare alle squadre di quegli anni, rischiando di arrivare alle fasi finali del torneo contati, o addirittura sotto numero.

L’esperienza negativa sarà però di grande stimolo per creare un nuovo e forte gruppo.

Nel 2009, infatti, si unisce un altro elemento fondamentale, anche se non più giovanissimo: Denis Actis. Dopo aver militato per due anni nella squadra degli Over, si insedia in Borgata Droetto nel 2009.

Da allora è parte attiva e insostituibile in tutte le attività della Borgata: tra tutti, a lui di di deve l’ingegnoso rito della pozione magica pre-gara.

 

  2010 – Gli albori del Direttivo

Dopo le delusioni degli ultimi 4 anni, Fabrizio Bignone prende il fardello sulle spalle e decide che va ricostruito il gruppo, tenendo quanto di buono è stato fatto, ma dando un’identità in cui la squadra possa identificarsi, al fine di avere un motivo valido per entrare in campo e difendere i colori della Borgata.

Coinvolge nel progetto le quattro personalità più “viziose” della squadra, ovvero coloro che terminata la partita si fermano al tavolo a fa festa.

Benchè non avessero bisogno di presentazioni, i tre moschettieri erano: Corrado Capucchio, Diego Casale e Paolo Tibone.

Mancava però ancora qualcosa: un giocatore capace di suonare la carica e potenziare la grinta dei suoi compagni in campo. Serviva un lottatore, ma al contempo che sapesse stare alle regole del gruppo. Serviva di nuovo Stefano Fioccardi.

Rispetto al Fiocco del passato, oggi avevamo davanti un uomo più maturo, ma soprattutto più se stesso, grazie anche al tutoraggio del veterano Denis Actis, in tutto e per tutto: un leone dentro e fuori dal campo.

Ancora oggi ci si ricorda della storica bevuta di 54 birre in 5, con relativi bicchieri vuoti impilati a torretta sul tavolo e proseguo di camminata a notte fonda a piedi nudi verso quello che una volta era il Boabar per terminare la serata a suon di whiskey scozzese.

E i personaggi coinvolti ricordano certamente l’invito allo sposalizio del Capitano, completamente ubriaco, che sancì l’unione del gruppo, il punto zero, la vera nascita del Sim Droett.

Quell’anno non si ottennero grandi risultati, complice l’arbitraggio poco ortodosso a cura di un organizzatore durante la semifinale contro Borgata Paschero, ma una cosa era certa: avevamo finalmente trovato il modo per divertirci insieme.

Si ridefiniscono i colori delle divise da indossare e si arruolano nel gruppo personaggi che più avanti negli anni, senza tuttavia fornire contributi sportivi importanti, si riveleranno dei tasselli fondamentali per il mantenimento del gruppo. Primo fra tutti, Stefano Somma.

 

  2011 – La “Disfatta di Monasterolo” e la Fondazione del Direttivo

Anche se passano gli anni, ci sono certi eventi che rimangono vivi nel cuore e… anche in qualche altro posto.

Il 2011 verrà ricordato negli annali non solo per la disfatta di Monasterolo, ma anche per l’evento che segnerà poi la grande vittoria dell’anno successivo: la fondazione del Direttivo.

Il 27 Marzo 2011, a tavola imbandita, è infatti la data in cui Fabrizio Bignone (eletto Presidente), Corrado Capucchio, Denis Actis, Stefano Fioccardi e Paolo Tibone redigono il video documento di costituzione del Direttivo del Sim Droett, in cui si tracciano le linee guida per la Borgata e per la squadra.

Attraverso un sistema di votazioni che non può mai prevedere l’astensione, si prendono le migliori decisioni per Club.

Infatti, sul campo, Sim Droett gioca un girone spettacolare, arrivando prima, ma per un qualche strano regolamento, deve giocare la semifinale contro la terza qualificata (e non contro la quarta) che guarda caso è proprio il Monasterolo, squadra che non ha certamente brillato nelle qualificazioni, ma che da sempre è avversaria ostica e che gioca bene a calcio.

Dopo una partita giocata interamente a centrocampo, con pochissime occasioni da gol, si deve decidere la finalista ai calci di rigore.

E’ proprio Sim Droett a sbagliare il rigore decisivo con il suo giocatore più rappresentativo, Stefano Fioccardi, che durante tutto il match si era battuto come un leone per portare i suoi in finale.

Rimane la consolazione di aver ricevuto la Targa del Movimento Giovanile come speciale Premio Terzo Tempo del quale andiamo tutt’oggi fieri.

 

 2012 – Il Gufo Campione: Seconda Stella

Corre l’anno della fine del mondo secondo i Maya, quindi si sente il bisogno di fare qualcosa di veramente importante, prima di passare a “miglior vita” (profezia poi, fortunatamente, sfatata).

Oltre a celebrare il matrimonio dell’Archi, ci si appresta ad organizzare, in parte con rabbia per aver perso l’anno prima ai rigori in semifinale -contro un Monasterolo tutt’altro che in grande spolvero- in parte con la determinazione di chi sa che sarebbe arrivato un mese colmo di divertimento, in campo e fuori.

Si abbandona il vecchio colore granata e si opta per un più moderno blau-grana in stile Barcellona, si definisce con chiarezza che sarà il Gufo il simbolo della Borgata, in onore di Paolo Tibone, trasferitosi nel frattempo in l’Emilia, che gli anni prima si era ritagliato un ruolo da protagonista con la “precisione” dei suoi pronostici.

Viene inaugurata la prima Casa Droetto, uno stand gonfiabile sotto cui vengono omaggiati gadget agli spettatori del Torneo, viene presentato l’inno che tutt’oggi è la colonna sonora del Droetto “Giuà en Sim Droett” e si festeggia ancor di più per raggiungere un ennesimo primato al Terzo Tempo.

Novità altrettanto importante: viene designato il primo Mister per favorire la gestione dei cambi e le decisioni nei momenti cruciali. Il prescelto è un caro amico, non cafassese, Luca Aragno.

Dopo un girone decisamente altalenante, la squadra si qualifica terza, dovendo così giocare il Playoff contro il Monasterolo, superare il Barra in semifinale, per poi affrontare il Chiesa nella Finalissima.

Insomma un tour-de-force che mai avrebbe dato a pensare al risultato acquisito. Superato il Monasterolo 2-0 e il Barra 4-3, ci si appresta alla sfida col Chiesa.

Dopo essere andata subito in svantaggio, Sim Droett si trova a metà del secondo tempo a condurre per 3-1 con una splendida doppietta di Corrado Capucchio.

Quando mancavano ancora più di 10 minuti al termine, la squadra, convinta di essere ormai agli ultimi minuti finali, abbassa decisamente il baricentro per difendere il risultato, ma concede così spazio al Chiesa che con due prodezze di Andrea Torcasio agguanta il pareggio.

Si va ai supplementari, che però non sbloccano la situazione.

Alla lotteria dei calci di rigore, è proprio Torcasio a fallire dal dischetto e così serve l’assist a Capitan Bignone che con un mancino preciso sotto l’incrocio, insacca la rete decisiva e regala il secondo titolo di Campione a Borgata Droetto, chiudendo il filotto di gol di Capucchio, Casale, Tibone e Fioccardi.

Il Gufo è nuovamente campione!

 

  2013 – Festeggiamo anche se non vinciamo

Il 2013 è l’anno in cui ci si dovrebbe riconfermare, dimostrare nuovamente di valere il primato.

In primis vi è una variazione gestionale ai vertici del Direttivo: Paolo Tibone, ormai modenese, cede lo scettro di Senatore nel CDA a Diego Casale e si appresta a concentrarsi totalmente ai lavori di restauro conseguenti al tragico terremoto dell’anno prima. Teorie non certificate sostengono infatti che sia stato proprio lo spostamento della “mole tettonica” di Paolo dal Piemonte all’Emilia ad aver favorito un’improvvisa, quanto devastante, attività sismica.

A Cafasse, invece, vengono predisposte grandi iniziative pre e post-partita: Casa Droetto sempre più spaziosa e accogliente, Birra Droettinger personalizzata, inaugurazione del sito web simdroett.it e girone di qualificazione che termina nel migliore dei modi: Sim Droett imbattuta con 5 vittorie ed 1 pareggio.

Nessuna squadra è riuscita a batterla e così si guadagna l’accesso diretto alla finale con delle statistiche di indubbio favore.

L’avversaria in finale è una temeraria, nonché ritrovata, Borgata Paschero.

Dopo una partenza in sordina, acquisisce sicurezza di partita in partita e si presenta alla Finale nel pieno delle sue forze e, certamente, favorita dal pubblico.

Borgata Droetto invece appare come un elefante vecchio e stanco, lento nella manovra e nelle idee.

Nonostante ciò, riesce ad andare in vantaggio per ben due volte con Fabrizio Bignone (che verrà poi sostituito per evitargli la minacciata espulsione da parte del direttore di gara), ma viene rimontata e superata da uno strepitoso Beppe Rubiola, coadiuvato da un Aldo Spina apparso rinato proprio per la finale.

Sul finale Stefano Fioccardi accorcia le distanze per il definitivo 3-4.

La coppa va al Paschero, ma Sim Droett, come nella migliore tradizione, festeggia ugualmente sotto una fitta pioggia che sembra piangere proprio la sua sconfitta, fino alle 6 del mattino.

 

 2014 – La Terza Stella

Il 2014 è l’anno della X° edizione del Torneo, in cui tutte le squadre si sono organizzate per dar vita ad un grande spettacolo in campo e fuori.

Anche Sim Droett ha predisposto splendide coreografie per rendere il torneo sempre più accattivante a favore del gremito pubblico.

In primis vi è un radicale cambio dei colori prinicipali, seppure già utilizzati nel 2012 come seconda divisa, che ritornano al tradizionale giallo-blu cafassese. Inoltre tutta la comunicazione si è ispirata alla Selezione di Calcio più titolata al mondo: il Brasile.

Il suo calcio bailado in campo e lo spirito festaiolo fuori si incontrano perfettamente con la tradizione di Borgata Droetto, pertanto si rende doveroso ispirarsi alla Seleçao e renderle omaggio.

A completare il quadro: gadgets per tutti i tifosi e la Droettera Cerveja Especial – Ediçao Limitada, birra artigianale per dissetare le calde serate cafassesi.

Il Torneo apre le danze proprio con le finaliste dell’anno precedente, ovvero le Borgate Droetto e Paschero, che si erano date gran battaglia e che aveva visto Sim Pascher conquistare il suo quarto titolo.

Stavolta però l’esito è differente, con Sim Droett che supera il Paschero di misura grazie ad una segnatura su rigore del suo asso Diego “Dinho” Casale.

Il girone di qualificazione scorre per una prima parte abbastanza tranquillo, con un buon numero di vittorie ed una sola sconfitta, di misura, contro Borgata Chiesa, ma l’inaspettabile è in agguato e, nella sfida contro il Barello, Sim Droett capitola sotto i colpi degli enfants terrible, che fino ad allora non avevano conquistato nemmeno un punto. (A titolo di cronaca Sim Barèl riuscirà poi a qualificarsi per le fasi finali e a strappare un meritato terzo posto contro Frazione Monasterolo).

Fortunatamente questa battuta d’arresto restituisce alla squadra nuova grinta e spirito battagliero che condurrà la compagine di Mister Larranho a cavalcare, un risultato utile dopo l’altro, l’onda di entusiasmo fino alla finale, sconfiggendo nuovamente gli storici “rivali” del Monasterolo in semifinale.

La Finalissima del 17 Luglio scrive un copione ben noto, le squadre ad affrontarsi sono le stesse del 2012: Droetto e Chiesa. Anche questa volta la Gesia ha un potenziale tecnico di molto superiore ai nostri beniamini del Droett, ma come due anni prima a spuntarla, complice anche l’espulsione di Alex Fatu, è proprio il Gufo.

Nonostante il Chiesa sia andato subito in vantaggio e mantenga altissimi i ritmi proprio per mettere alle corde l’avversario, il Droetto rispetto all’anno prima è ancora più squadra e con calma olimpica tesse una manovra dopo l’altra fino ad agguantare il pareggio con un eurogol di Corrado Corrincha Capucchio e poi ad andare in vantaggio con un contropiede (filmato e documentato!) da area ad area del Capitano che libererà poi Busini alla seconda marcatura. Un uno-due letale che stenderà il Chiesa, incapace di reagire fino al finale 4-2.

Sim Droett è di nuovo campione e la terza stella ha un colore ancora più brillante delle altre due, perché arrivata dal sacrificio di tutti, dalle conferme del progetto tecnico e dalla consapevolezza che un nuovo grande gruppo è finalmente consolidato e può solamente continuare a crescere.

 

  2015 – Omaggio al “Calcio Totale”

Chi conosce un po’ di storia del calcio e, soprattutto, non è più giovanissimo, si ricorderà di un certo Johan Cruijff e del suo primo allenatore Rinus Michels che hanno cambiato radicalmente questo sport, interpretandolo come la manifestazione dell’intelletto umano, dipingendone l’arte su tela, dimostrando che con l’abnegazione e l’organizzazione si possono ottenere risultati straordinari. Era il tempo dei grandi Signori del Calcio, era il tempo del grande Ajax.

Nell’ XI° edizione del Torneo, vogliamo rendere omaggio proprio a questi miti e per tale ragione Sim Droett vestirà nuovamente sulla propria divisa il colore rosso. Tutta la comunicazione e l’apparel si ispireranno alla tradizione del Club di Amsterdam e la nostra ormai celeberrima birra verrà importata dall’Olanda: la “Vierde Ster” allieterà i palati delle nottate cafassesi e ci accompagnerà in un nuovo emozionante viaggio alla ricerca di un ulteriore titolo da appuntare sulla casacca.

Il sito simdroett.it è ora un solido punto di riferimento per la comunità e per i navigatori alla ricerca di tutte le informazioni sul Torneo e su Cafasse. Pertanto rimanete sintonizzati per nuove ed imperdibili news.

 

 2016 – La Quarta Stella

 

 2017 – Primo “Winter Sim 6″

C’era da scommetere che, il Droetto, che tanti trofei si è aggiudicato nelle contese estive, vincesse anche questa tenzone. E’ così è stato…

 

 2017 – La Quinta Stella

Esiste un limite oltre il quale sembra difficile andare.
Difficile non impossibile, come l’impresa che abbiamo compiuto.
Loro più belli, noi più concreti.
Loro più forti, noi più furbi.
Loro giovani, noi no.
Due correnti di pensiero differenti. Due stili di calcio opposti.
SEI tornei vinti, una finale persa e due semifinali finite ai rigori, ci rendono i maestri e i padroni della Bombonera.
Abbiamo vinto perché per gli altri questo è solo uno gioco, per noi è molto di più.
Sarà anche dura essere del Droetto, ma sicuramente bellissimo.
Ci davano già per morti e invece ancora una volta abbiamo ammutolito tutti.
Contro le critiche, con orgoglio e con la forza di incutere timore a chiunque si frapponga tra noi e la vittoria. Questa è la nostra Squadra: brutta, sporca, cattiva
La paura è un sentimento che non ci appartiene……